In Sud Africa e Mozambico alla ricerca dei Big Five [seconda parte]
Viaggio nella natura (quasi) incontaminata dell'Africa australeArea:
Repubblica Sudafricana - Argomenti:
Africa, animali, destinazioni
MARTEDI’ 08/08/2006
Giornata dedicata al ritiro dei biglietti aerei per il volo interno
prenotato mesi prima dall’Italia e ci porterà giovedì fino a Nelspruit
dove ritireremo le due auto per girare in modo indipendente il
Kruger.(prenotato tramite www.travelonline.co.za tel +27 11 880 8800 fax
+27 11 880 8180 )Volo pagato 712 rand -218,50€ a coppia.
Prendiamo un taxi ma prima facciamo colazione al Manatthan (tanto è vuoto
e noi donne fungiamo da guardie del corpo per i nostri uomini).
La sera prima nel cercare una mappa della città e nella mia mania di
raccogliere tutto ciò che è gratis perché non si sa mai... ho preso varie
guide e mappe:una nella mia ignoranza si è rivelata la guida rosa della
città,scopriamo che il Manatthan è un locale molto in e famoso fra le vari
comunità gay e che tutta la zona dove alloggiamo è molto gay...
Ma se non lo scopri per sbaglio non te ne accorgi nemmeno,perché il tutto
è molto discreto,anzi curato e di buon gusto,noi ci siamo trovati
benissimo.
La colazione al Manatthan arriva dopo un tempo di attesa di circa
un’ora,anche se il locale era deserto... E’ buona e abbondante ma non
andateci se avete fretta.
Spendiamo 300 rand in sei (5,5€ a testa)non facendoci mancare
niente.
Abbiamo costatato che ci sono almeno due tipi di taxi, con differente
tariffazione al km,alcuni da 8 rand partendo da una base di 2 rand, altri
da 11 e con una base di partenza da 5 rand. danno lo stesso servizio, sono
solo di due compagnie differenti.
Questa mattina un tipo a cui abbiamo chiesto info gentilmente ci ha
chiamato il taxi e non è risultato quello più economico.
L’agenzia viaggi non è vicinissima e spendiamo 300 rand andata e ritorno
in sei.
Ci facciamo scaricare al Waterfront.
Il nostro obbiettivo è fare una gita sul battello per vedere la baia dal
mare,visitare l’acquario e comprare un maglione o un pile visto il freddo
assurdo che stiamo patendo.
Siamo indecisi se salire o meno sulla Table Montain... sinceramente io e
Jael soffriamo un pò di vertigini e non ci alletta molto l’idea della
funivia.
Molti di voi ci prenderanno per matti,il cielo è limpido,l’aria un pò
gelida ma la Table montain ci appare in tutta la sua pienezza,nitidezza e
noi non ci saliamo sopra.
Ho letto in precedenti racconti che spesso è ricoperta dalle nuvole e
tante volte la funivia non funziona nemmeno perché sarebbe inutile salire
fin lassù per non vedere niente e forse anche pericoloso...
Noi passiamo la mano,alla fine ognuno ha i suoi gusti e il mondo è bello
perché è vario.
La gita sul battello è carina,costa 40 rand a testa (4,5€) per 30’,il
tipo scopriamo è associato con quelli dello squalo e quando lo avvisiamo di
esserci appena stati ci fa un ‘ulteriore sconto:paghiamo 34 rand e alla
fine ci vende anche i denti di squalo.
Ne compriamo uno piccolo piccolo per ricordo con il cordoncino per 20 rand
(2,5€).
Il giro è molto semplice,ma il ragazzo di colore che ci fa da cicerone è
molto forte, espressivo e la sua voce è tuonante come quella di un
predicatore stile americano...
Nella baia con mia gioia e sorpresa vivono alcune foche,le vediamo
dormire,crogiolasi al sole e giocare nell’acqua. Ci passiamo veramente
vicini tanto che il tipo ci avvisa di stare attenti perché a volte saltano
dentro la barca.
Ci dedichiamo poi alla ricerca di un maglione,di alcuni regali,cartoline e
ricordini... avendo imparato ( ma non completamente) che se una cosa ti
piace e ha un prezzo accettabile non deve fartela scappare dicendo forse
nelle altre zone dove andrò costa meno o la prendo domani... Certe cose
sono tipiche del luogo e non le trovi altrove oppure non ripassi nello
stesso posto in un secondo tempo.
In Mozambico commetteremo ancora questo errore non comprando nel mercatino
di Tofo e rimpiangendolo ancora oggi..ma questa è un’altra storia...
Ripeto essendo all’inizio della vacanza siamo tutti molto combattuti,
comprare adesso o troveremo qualcosa di meglio o di meno caro con il
proseguire del viaggio?????
Diego si compra la maglietta del Sea Rescue di Cape Town pagandola 155
rand (17€).
Le magliette non sono molto economiche come magari lo sono in altri posti
tipo il Messico o la Malesia ma sicuramente la qualità del cotone è molto
più elevata.
Probabilmente non torneremo mai più in Sudafrica e qui non è certo il
posto né il momento per iniziare a risparmiare,(quello lo faccio a
casa!)
L’abbondante colazione ci ha permesso di saltare il pranzo ma adesso il
nostro stomaco inizia a reclamare la cena.
Prima andiamo alla ricerca di amici di amici che sono qui a Città del
Capo,li troviamo e stiamo in loro compagnia.
E’ toccante vedere persone bianche e nere stare insieme e nonostante il
luogo fosse gelido riceviamo un’accoglienza calorosa come se ci
conoscessimo da sempre e fossimo fratelli e sorelle.
Conosciamo anche Fabio e Luana,lui è italiano, genovese puro,abitava a
celle ligure e dopo aver capito molto sull’Italia,sui suoi ritmi di vita e
su quello che ha da offrire,ha deciso di lasciare tutto e trasferirsi qui.
Luana è nata in Scozia ma all’età di sei anni si è trasferita con la
famiglia in Zimbabwe .Ora quasi tutta la sua famiglia è sparsa in tutto il
mondo perché in Zimbabwe da anni c’è una situazione politica ed economica
che rende la vita complicata.
Fabio dopo un po’ di vera gavetta,adesso ha trovato gradatamente la sua
dimensione: ha due negozi di pasta fresca dove oltre a farla con prodotti
esclusivamente italiani, la cucina e la vende già pronta e calda alla
gente di passaggio,nel suo locale ha alcuni tavoli per mangiarla sul
posto.
Fraternamente ci offre la cena,c’invita nel suo negozio e scalda nel
micronde tutta la pasta pronta che ha,dopo averci dato un passaggio con la
sua auto e quella di un’altra coppia di amici visto che noi siamo a
piedi.
Mangiamo gnocchi e fettuccine al ragù e alla fina assaggiamo il suo gelato
fatto tutto con ingredienti italiani. BRAVO FABIO! E grazie
dell’ospitalità. ESPRESSO&PASTA.BAR 18 LONG STREET tel: 021 419 6975,
pastalaur@co.za.
Ne approfittiamo per fare domande sulla situazione esistente fra bianchi e
neri... lui ci spiega velocemente il Sudafrica visto dagli occhi di chi ci
vive e non solo da quelli del turista.
Noi abbiamo notato una grande disparità fra bianchi e neri,i bianchi sono
i ricconi e i neri continuano a servire. Vediamo grandi ville o belle case
per i bianchi, mentre le town ship dei neri dove loro abitano nelle
baracche di lamiera hanno uno spazio minuscolo.Leggiamo a volte nei loro
occhi un pò di odio verso di noi bianchi..
Fabio ci spiega che molti neri non hanno proprio voglia di lavorare,di
costruirsi un futuro fatto di sacrifici.La causa principale è l’educazione
ricevuta:molti credono che avendo combattuto per la LIBERTA’,questa includa
anche la casa e i soldi e pretendono che il governo gli dia tutto.
Ci racconta che lui ha fra i suoi operai di colore che ricevono un giusto
stipendio ma che piuttosto che pagare un’affitto per iniziare una vita
nuova, preferiscono vivere nelle case di lamiera... non concepiscono di
pagare per avere una casa, deve dargliela gratis il governo.
Per fortuna ci sono anche dei neri laboriosi ma noi siamo realisti e
sappiamo e capiamo che le disparità,i ricchi e i poveri in questo sistema
ci saranno sempre e non solo in Sudafrica.
Dopo aver passato insieme una bella serata ci accompagnano fino a casa e
poi tutti a letto.
MERCOLEDI’ 09/08/2006
Ieri nel tardo pomeriggio abbiamo noleggiato due auto dall’AVIS al prezzo
di 366 rand a auto (circa 43€ ad auto), ne abbiamo prese due non
perché siamo stupidi ma perché le auto a sei posti erano finite.
Questa mattina dopo averle ritirate partiamo con tre obbiettivi:
arrivare fino al Capo di buona speranza, (anche se onestamente il punto
esatto più a sud dell’africa da è Cape Aguillas) ma il più famoso è il
capo di buona speranza, poi vogliamo vedere i pinguini a Simon town a per
ultimo vedere e fotografare i dodici apostoli... (una scogliera strapiombo
sul mare)
Anche questa mattina la Table Montain è pulitissima,c’è un cielo limpido e
per fortuna la perturbazione fredda sta scemando,quindi la temperatura si
sta alzando...
Possiamo togliere le giacche
Per primi arriviamo a Simon town,(BOULDERS... tel +27 21 786 2329, Fax +
27 21 786 5786 P.O.Box 62 Simon’s Town 7995 e-mail:
boulders@sanparks.org); prima di entrare ci sono delle bancarelle con
oggetti tipici africani (giraffe,pinguini in legno o in pietra ecc...) poi
in fondo alla via c’è l’ingresso. Si pagano 20 rand a testa (2,5€).
Camminiamo su una passerella di legno rialzata mentre loro sono li
sotto.Vedi questi piccolissimi pinguini alti circa quaranta cm. Sono
buffissimi,alcuni si crogiolano al sole, alcuni tentano di fare il bagno
ma l’acqua è fredda a giudicare da come escono in fretta... Sono troppo
belli e non c’è nemmeno troppa puzza come invece avevo letto in altri
racconti.
Riprendiamo il viaggio e scendiamo fino al Capo,per entrare nell’area si
paga 45 rand (5€) a testa e puoi scegliere se andare verso il faro in
cima al pendio o andare verso il mare..Noi decidiamo di fare
entrambi,logicamente non contemporaneamente.
All’ingresso del faro hai due scelte: o andare a piedi impiegando, ci
avvisano, un’ora di camminata in salita o di usare la monorotaia,pagando
altri 30 rand a testa se scegli sia la salita che la discesa,oppure paghi
24 rand per la sola salita e poi scendi a piedi in trenta minuti circa.
Noi scegliamo la seconda non per una questione di risparmio ma perché
siamo certi che avremo degli scorci meravigliosi da ammirare e per fare
delle belle foto. Ed è così!!!Riusciamo a percepire dove s’incontrano i
due oceani perché vedi il mescolarsi di due colori diversi.
La loro potenza e maestosità è impressionante.
Scendiamo poi con l’auto fino al punto finale de Capo,le onde che
s’infrangono sulla spiaggia e sulle rocce sono meravigliose,racchiudono in
se una potenza travolgente donando al contempo una sensazione di
libertà.
Facciamo o meglio ci facciamo fare tutti e sei insieme la foto di rito
davanti al cartello che dice dove sei, come prova tangibile che ci siamo
stati.
Riprendiamo poi la strada verso i dodici apostoli,(devono essere delle
possenti pietre a strapiombo sul mare). Purtroppo la strada panoramica è
chiusa e il tempo è volato,quindi non cerchiamo nemmeno strade
alternative... è ora di rientrare.
Dopo una bella lavata e un po’ di riposo ci organizziamo per la cena...
Non prendiamo la macchina... Rimaniamo nel quartiere... C’è un piccolo
centro pieno di negozi,il tutto dietro al Manatthan (c’è anche il servizio
bancomat).
Scegliamo un ristorante che si chiama ANDIAMO,appena entrati il nostro
sguardo cade su tutte le coppie presenti nel salone:uomini e donne !!
L'indirizzo e' Cape quartier centre Greenpoint 8051 tel:(021)421 3687
fax: (021) 421 3689.
L’ANDIAMO è un locale italiano e fanno anche una buona pizza. E’ un po’
più caro del Manatthan ma oramai siamo seduti... C’è un’ottimo servizio ed
è sicuramente di un certo livello,ognuno di noi sceglie un piatto diverso
per assaggiare più specialità:tutto buono e molto abbondante. Spendiamo
636 rand in sei.
Pieni come dei maialini andiamo a letto.Domani abbiamo il trasferimento e
speriamo di lasciarci il grande freddo alle spalle.
[Continua]
Data: 19/02/2007
L'autore
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Altri capitoli di questo racconto:
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